Caserta, La storia industriale di Caserta e la Programma 101 all’Istituto Buonarroti
Gli studenti dell’istituto tecnico Buonarroti conoscono la Perottina, il primo elaboratore della Olivetti

Caserta – C’è una linea invisibile che lega Ivrea a Caserta, un filo fatto di transistor, intuizioni visionarie e un’estetica del lavoro che ha cambiato il mondo. Si è materializzato tra le teche del Museo Michelangelo dell’Istituto Tecnico Statale “Buonarroti”, dove è tornato alla luce un tesoro dimenticato: una Olivetti Programma 101.
Nasce il primo Personal Computer
La “Perottina”, il primo vero personal computer da tavolo della storia, l’oggetto che negli anni ’60 fece capire al pianeta che il futuro non era fatto di grandissimi elaboratori chiusi in stanze refrigerate, ma di strumenti a misura d’uomo.
La scoperta non è avvenuta per caso, ma si inserisce in un clima di profonda rinascita dell’istituto. Sotto la guida della nuova Dirigente Scolastica, Anna Dello Buono, il “Buonarroti” sta vivendo una stagione di fermento intellettuale che mira a trasformare la scuola in un contenitore didattico aperto al territorio.
La storia industriale della Olivetti arriva agli studenti
Per celebrare la riscoperta della P101, gli studenti del quinto anno sono stati protagonisti di un convegno che ha travalicato i confini della lezione frontale, diventando un passaggio di testimone generazionale. Collegati in webinar da Ivrea c’erano Matteo Olivetti, nipote di Adriano e presidente dell’associazione spille d’oro Olivetti e soprattutto Gastone Garziera, l’ingegnere che, insieme a Piergiorgio Perotto, progettò materialmente quel miracolo elettronico.
Il convegno, reso possibile dalla sinergia tra il Museo Dinamico della Tecnologia “A. Olivetti”, polo culturale della Provincia di Caserta e il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università “Vanvitelli”, ha tracciato una linea continua tra passato e futuro. Infatti il Prof. Giuseppe Porzio del centro di ricerca CIRCE ha illustrato magistralmente come i pionieri dell’elettronica olivettiana abbiano gettato le basi per gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale che utilizziamo oggi. Senza l’intuizione di rendere “personale” il calcolo, probabilmente non avremmo la democrazia digitale odierna.
La Programma 101
“Restituire alla luce la Programma 101 non significa solo spolverare un reperto museale, ma riaccendere il motore dell’ispirazione per i nostri ragazzi – ha dichiarato la ds Anna Dello Buono – l’obiettivo è trasformare l’Istituto Buonarroti in un luogo dove la memoria tecnologica diventi lievito per l’innovazione e contenitore per dare professionalità e competenze agli studenti. Vedere gli alunni dialogare con chi quella macchina l’ha inventata è la prova che la scuola può e deve essere il ponte tra la genialità del passato e le sfide del domani.”
Con la Olivetti Caserta subisce una trasformazione sociale e industriale
“La presenza della P101 qui a Caserta consacra una provincia che attraverso la Olivetti ha avviato la sua trasformazione sociale e industriale, un centro nevralgico della diffusione della cultura adrianea nel Sud. – Ha dichiarato Mauro Nemesio Rossi – Adriano Olivetti diceva che la fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti, ma deve occuparsi del benessere e della cultura della comunità. Portare Matteo Olivetti e Gastone Garziera tra questi banchi significa onorare quel mandato. Non abbiamo celebrato un’azienda che non c’è più, ma un modo di pensare lo stile Olivetti che è più attuale che mai.”
In definitiva la presenza di Matteo Olivetti ha ricordato ai giovani quanto l’estetica e l’etica debbano camminare di pari passo con la tecnica. Gastone Garziera, con la semplicità dei grandi, ha invece svelato i segreti tecnici di una macchina che riusciva a gestire programmi complessi con una memoria che oggi definiremmo ridicola, ma che allora era pura magia.
L’evento non è stato che l’inizio per il recupero della Perottina che presto farà risentire il suono della sua ritrovata efficienza e la storia dell’Istituto Buonarroti. Segna l’avvio di un percorso di valorizzazione del patrimonio scientifico della scuola, affinché gli studenti non siano solo fruitori passivi, ma eredi consapevoli della tradizione di una scuola che ha radici molte più antiche della sua nascita.
