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Mondragone, Wladimir si lega al palo perché licenziato per aver denunciato le condizioni di lavoro alla Misericordia: turni massacranti e zero diritti

Mondragone (Caserta) – Nei giorni scorsi, il 118 di Mondragone è stato scosso dal gesto disperato di un dipendente licenziato per aver denunciato le massacranti condizioni di lavoro a cui sono costretti a fronte di uno stipendio pari e anche meno delle normali otto ore. L’uomo, Wladimir Menale, 49 anni, di Mondragone, operatore del 118 della Misericordia, ha denunciato la cosa a Matteo Salvini e per questo è stato “fatto fuori”.

ambulanza

Per protesta, si è quindi incatenato ad un palo davanti alla sede Asl, luogo di lavoro minacciando di darsi fuoco e raccontando le condizioni di lavoro degli operatori del 118 che non sono solo degli operatori del posto ma di tutti i campani. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco del distaccamento locale ed anche una pattuglia dei carabinieri. Wladimir ha anche raccontato come, nei mesi di Covid, hanno lavorato giorno e notte senza riposo e senza diritti.

In verità quello che ha denunciato il 49enne è solo quello che è stato denunciato da anni da tanti altri operatori che restano puntualmente inascoltati. Tanto lavoro e pochi diritti, magra anzi magrissima paga e, soprattutto, non sono mai stati inquadrati.

Ossia, continuano ad essere “volontari”, quindi alla mercè del padrone e sacrificabili, licenziabili e chissenefrega che altro. Mentre Wladimir veniva portato alla caserma dei carabinieri una volta liberato, ci si chiede se almeno il gesto può cambiare qualcosa a questi uomini eroi della sanità i cui diritti vengono calpestati ogni santo giorno.

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