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Caserta, Coronavirus, pazienti in attesa di tamponi e pronto soccorsi vuoti. E’ allarme sociale

Caserta – Il caso Coronavirus sta allarmando l’intera Italia e sono arrivati anche da noi i casi ritenuti sospetti. In molte frazioni della provincia di Caserta sono stati chiusi i luoghi pubblici, come scuole, chiese, ospedali e parchi pubblici.

All’ospedale San Giuseppe e Melorio di Santa Maria Capua Vetere è stato chiuso temporaneamente il pronto soccorso per un caso di sospetto virus. Non si accolgono i pazienti fino alle 18, al paziente è stato fatto un tampone e siamo in attesa di risposta. Una verifica dovuta al fine di chiarire le cause del malessere di una persona che ora si trova ricoverata all’ospedale.

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Lombardia e Veneto, sono le città più colpite, ma vi sono casi sospetti nella provincia di Avellino, allarmi ad Acerra, dove però il paziente sottoposto a verifica è risultato non affetto da Coronavirus. Sono poi tante le idee sul caso. Qualcuno pensa che si tratti allarmismo inutile, altri che si prevedono migliaia di morti. Ormai siamo in balia del panico più totale che sta creando scompiglio ed insicurezza. Sono state vendute già centinaia di mascherine per proteggersi dal virus trasmissibile da persona a persona anche solo dal respiro.

A Santa Maria C.V. è stato segnalato un caso sospetto, una donna di 52 anni è stata ricoverata all’ospedale cittadino e poi trasferita a Napoli dove si attende il tampone. Al San Giovanni Bosco sono ricoverati due 193nni, uno di Monza l’altro di Milano, al San Paolo un 47enne di Monza. Sui social appaiono post allarmanti di notizie vere e non vere, ma tutte preoccupanti.

Il Direttore Generale dell’Asl di Caserta Ferdinando Russo all’Ansa: “Al momento stiamo monitorando due casi sospetti di Coronavirus ma la situazione è sotto controllo, anche perché le persone controllate non hanno sintomi particolari. L’unica cosa che temiamo è questo panico alimentato da una comunicazione, anche dei media, che giudico sbagliata, e che sta portando parecchie persone a presentarsi ai Pronto soccorso degli ospedali; circostanza che fa saltare i protocolli di sicurezza.

Abbiamo fatto il punto della situazione soprattutto a livello dei migliaia di dispositivi di sicurezza da inviare ad infermieri e medici che operano nei presidi sanitari del territorio. Nei giorni scorsi avevamo avuto qualche criticità di approvvigionamento, che abbiamo però superato. I casi monitorati per i quali stiamo aspettando dall`ospedale Cotugno di Napoli gli esiti delle analisi riguardano una signora tornata da Verona, che è attualmente all’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere e un ragazzo di Sessa Aurunca, che dice di avere avuto contatti su un campo di calcetto con persone che a loro volta avrebbero incontrato un contagiato.

Oggi ci sarà anche una riunione in Prefettura, con lo scopo di realizzare un coordinamento tra istituzioni, che possa anche mettere un freno attraverso l’emissione di comunicati giornalieri, alla diffusione di notizie che creano solo panico tra le persone, complicando il lavoro dei sanitari; un coordinamento che servirà anche a chiarire le modalità di azione da parte dei singoli comuni, visto che molti sindaci ancora non hanno capito come agire.

Dobbiamo essere consapevoli che come Asl, in sintonia con il ministero della Salute e la Regione, abbiamo adottato tutte le misure necessarie per tenere sotto controllo la situazione. Se tutti rispetteranno le nostre indicazioni, riusciremo a individuare immediatamente eventuali casi di contagio. Ma è necessario non alimentare il panico”.

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