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Santa Maria C. V., la straordinaria bellezza dell’Anfiteatro campano, questo illustre sconosciuto

S. Maria Capua Vetere (Caserta) – L’estate è la stagione ideale per qualche tuffo nel passato, e nella storia, per raccontare la bellezza di questo incantevole luogo. Nel cuore della terra felix c’è l’Anfiteatro campano, situato nella cittadina di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, è da considerarsi tra gli anfiteatri più importanti al mondo, ma rimane purtroppo ancora oggi sconosciuto dalla maggior parte della popolazione.

Anfiteatro campano

L’anfiteatro campano è stato costruito a cavallo tra la il I e il II secolo d.C., e con il suo meraviglioso stile architettonico esso rispetta i canoni di costruzione degli anfiteatri romani.

Il complesso monumentale, è il secondo anfiteatro romano, per grandezza dell’Italia, dopo il Colosseo; è molto probabilmente che sia il primo al mondo per ordine di costruzione.

La struttura dell’anfiteatro campano, è di forma ellittica , con i suoi 46 metri di altezza; dall’esterno ha 4 piani. Ogni piano ha 80 arcate incorniciate, conferendo al monumento stesso, una maestosità e una bellezza di forme davvero caratteristiche, con prolungamenti di linee, con archi decorate e diversi busti di divinità.

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita dovrebbe attraversare quelle arcate, che sembrano parlare di avvenimenti e fatti, studiati solo sui libri di storia. Il complesso archeologico, sembra quasi la macchina del tempo.

Qui aveva sede la scuola dei gladiatori, palcoscenico e teatro di un’importante macchina da guerra. Cosi come il Colosseo, ospitava gli spettacoli dei gladiatori, dove venivano praticati spettacoli sanguinosi. La scuola gladiatoria, molto cruenta, offriva combattimenti avvincenti e proponeva continuamente nuovi campioni.

Nell’ anfiteatro si conserva uno dei mitrei più importanti ai fini della ricostruzione del culto misterico. In onore del culto del dio Mitra si costruì il Mitreo. Il culto al dio persiano Mitra si diffuse nell’impero romano per mezzo dei soldati, che, affascinati e attratti da tale pratica, la diffusero.

Il mitraismo si diffuse contemporaneamente al cristianesimo e per certi versi simile ed opposto, tanto che alcuni studiosi hanno definito il mitraismo “culla del cristianesimo”. L’itinerario è immerso nel verde, si percorrere a piedi in un’atmosfera magica: con l’accesso dalle scale, superato un breve corridoio, ci troviamo nella sala ipogea principale, coperta da una volta a botte decorata con stelle verdi e rosse ad imitazione del cielo stellato dentro cui si svolge il percorso iniziatico.

Lungo le pareti laterali si trovano che raffigurano i sette gradi di iniziazione allo stato di perfezione spirituale attraverso i quali l’aspirante mitraico doveva salire. All’interno un particolare rilievo con Amore e Psiche, simbolo dell’anima elevata dall’amore mistico.

Una grande emozione da non perdere, l’anfiteatro, è facilmente raggiungibile, c’è un ampio parcheggio custodito, che dà visibilità all’insieme. Un’ottima occasione, per gli occhi di ogni persona, poter scrutare la bellezza di questo luogo ricco di storia, tra natura e arte.

La struttura monumentale si presenta bene dal punto turistico, nelle vicinanze, abbraccia la presenza di bar, pub, e pizzerie. L’anfiteatro, mitreo, museo dei Gladiatori è possibile visitare, dal martedì alla domenica dalle 9.00 ad un’ora prima del tramonto. (il lunedi è il giorno di chiusura settimanale).

Il contributo richiesto ai visitatori è di 2,50 euro. Gratuito l’ingresso per i bambini e ragazzi fino ai 18 anni. Dai 18 anni ai 25 anni ridotto ai 1, 25 euro.

Anna Dello Margio

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