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Carinaro, “uno sporco” gioco di potere sta per offuscare le amministrative

Carinaro (Caserta) – Stando ai fatti lo “sprint finale” della campagna elettorale amministrativa tra i due aspiranti alla carica di primo cittadino, sembra stia prendendo una brutta piega per effetto di “un terzo” intruso che, a tutti i costi, si starebbe spingendo oltre la professione cercando di destabilizzare con ogni metodo e maniera l’equilibrio di pareggio tra il sindaco uscente Anna Maria Dell’Aprovitola e la new entry Nicola Affinito entrambi candidati con liste civiche.

comune carinaro

Il terzo intruso non è un candidato ma bensì un valoroso veterano dell’informazione regionale, abile combattente e paladino dell’affermazione della legalità sugli impervi territori compromessi e manipolati da strani giochi di terza mano combinati ad arte tra politica e malaffare.

Peccato però che a richiamare a più riprese la nostra attenzione sullo strano metodo e comportamento adottato, quasi simile a quello di chi vuole con ogni mezzo, compreso quello dello screditamento della persona, cercar di arrivare a seminare zizzania e disorientamento di quella fetta di elettorato ancora indeciso solo per garantirsi un probabile compenso prestabilito e pattuito attraverso la stipula di un contratto di pubblicità elettorale, da uno sottoscritto e dall’altro disdettato.

Stando alle voci dei soliti ben informati, potrebbe essere questa la piattaforma di base, sulla quale poggia, prima ancora di partire tanto livore… abilmente confuso ad arte dietro il falso giochetto di prestigio di una mancata adesione ad un confronto pubblico tra candidati. Sinceramente, tutta questa storia ci spinge ad un viaggio a ritroso nella memoria, di quando alcuni editori, direttori e redattori di certe testate provinciali, finirono sotto procedimento giudiziario per “imbonimento” verso alcuni candidati.

Ma ovviamente questa è una storia vecchia che fa parte del passato… che forse per effetto di un globalizzato alzheimer, nessuno è disposto a ricordare, forse perché senza scomodare la crusca, i personaggi finiti, da giustizieri a giustiziati, semplicemente per immagazzinare profitto dalle campagne elettorali, si erano lasciati scivolare e cogliere in difetto per effetto di un gioco al massacro mirato verso chi non favoriva “la trusciscia”.

Detto questo, nel rispetto delle buone regole più basilari della democrazia e del “far play” prima ancora di riprovare a passare la parola al semplice elettore che attraverso la propria arma, il voto, liberamente e senza condizionamenti o inquinamenti proverà a stabilire “chi è o’ buono e chi è o malamente”.

Raffaele Settimo

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