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Aversa, Il Jazz Club Lennie Tristano come tesi di Laurea al Conservatorio di Salerno. L’autrice: “voglio continuare il sogno dei fondatori”

Aversa (Caserta) – Il Jazz Club Lennie Tristano di Aversa, nato per gioco grazie ad un gruppo di giovani appassionati di jazz, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del concerti di jazz in Italia e all’estero. Nato nel 1981, ha avuto una storia lunga 35 anni fatta di concerti di grandi musicisti jazz e di nuove scoperte di talenti che oggi sono tra i migliori musicisti jazz. Ad Aversa si sono esibiti da Michel Petrucciani a Chet Baker, da Stefano Bollani a Paolo Fresu, solo per citarne alcuni.

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Ne parliamo con l’autrice della tesi sostenuta al Conservatorio di Salerno Elisa De Donato

Come nasce la tua passione per il basso elettrico e per la musica jazz?

Mi sono avvicinata alla musica in tenera età, possiamo dire che la musica mi ha affascinata sin dalla mia nascita. I miei primi giocattoli sono state tastierine di ogni tipologia e da adolescente ho provato a studiare vari strumenti ma alla fine, all’età di 15 anni, ho incontrato il basso elettrico: il cuore pulsante della musica. Il suo suono mi ha stregata come il canto delle Sirene incantò Ulisse.
Il jazz è stata una scoperta tardiva: a 16 anni sentivo che il walking bass, cioè l’accompagnamento del basso nel jazz, fosse vicino al mio modo di esprimermi; direi fosse “istintivo”. Sono stata e sono tutt’ora una grande fan del bassista americano Jaco Pastorius.

Come nasce l’idea di scrivere una tesi sul Jazz Club Lennie Tristano?

Ho scoperto tardivamente dell’esistenza del jazz club lennie Tristano. Un giorno navigando su internet mi imbatto in un articolo che parla di un jazz club esistito ad Aversa. Incuriosita comincio a chiedere ad amici, parenti e negozianti e a mano a mano riesco a raccogliere sempre più informazioni. Inizialmente le mie ricerche sono servite a colmare una mia curiosità e successivamente ho pensato che come me anche tanti altri musicisti e appassionati di jazz delle nuove generazioni avrebbero voluto conoscere la storia del club, vedere le foto e ascoltare i dischi dei concerti.

Così ho dedicato la mia tesi di laurea, conseguita il 13 dicembre di quest’anno presso il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, alla storia del Tristano di Aversa attraversando 35 anni di concerti, iniziando dalla nascita del gruppo dei soci fondatori alla fine degli anni ’70 fino ai giorni nostri. E’ una raccolta di ricordi, di foto e di locandine dei concerti, arricchita da memorabili aneddoti che vedono protagonisti jazzisti americani che vivono momenti di vita quotidiana tra le strade e i locali della città di Avesa.

Dopo la discussione, ho suonato due brani: Ablution, una contrafact del brano “All The Things You Are”, scritta da Lennie Tristano, che evidenzia la genialità visionaria dell’artista per aver composto una melodia “cool Jazz” in un periodo dove il genere “bebop” regnava ed l’era del cool Jazz sarebbe nata solo successivamente.

Il secondo brano è stato Calero, del M° Guglielmo Guglielmi. È un brano tonale, ipnotico, composto da un riff di piano e sax e da un riff di basso. Questo brano fu suonato nella prima stagione di concerti del Tristano nel 1982. Hanno suonato con me: il sassofonista Gianni D’Argenzio, che suonò proprio con il Guglielmo Guglielmi Trio al club, Simona Di Lucia al piano e Alberto Emrick alla batteria. In commissione c’era anche il M° Guglielmi che, dopo trent’anni, incontra di nuovo Gianni D’Argenzio e decidono di ricostituire il Campania Jazz Quartet, famosa formazione jazz anni 80 che si esibí anch’essa al Tristano.

Nel pubblico, una rappresentanza del Tristano: il presidente Nicola Della Volpe e i soci fondatori Angela Caputo e Salvatore Romaniello.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente uno dei miei obiettivi è quello di continuare la mia missione per lasciare una traccia di quello che fu il jazz ad Aversa, continuando, nel mio piccolo, il sogno dei soci e soprattutto di Franco Borrini, storico socio fondatore, ex presidente e anima del Jazz Club Lennie Tristano a cui, dopo la sua prematura scomparsa, fu intitolato il club.

Spero anche di poter organizzare con i soci nuovi concerti per mantenere vivo il jazz ad Aversa e di potermi esibire un giorno anche io per l’Associazione Jazz Club Lennie Tristano – Jazz Club Franco Borrini.
In generale conto di poter continuare a suonare, a girare l’Italia e magari anche l’estero, non chiedo di più!

La tesi discussa dalla musicista è stato un rispolverare la memoria del jazz aversano che ha incantato la commissione composta da: Sandro Deidda, sassofonista, Guglielmo Guglielmi, pianista, Paolo Cimmino, percussionista, Carlo Lomanto, cantante, Francesco Buzzurro, chitarrista.

La tesi della candidata aversana è stata introdotta dal relatore Sandro Deidda che ha spiegato l’importanza che ha avuto il Jazz Club “Lennie Tristano” di Aversa per tutti i musicisti del sud Italia tra gli anni 80-90-2000.
Alla festa seguita alla sessione di laurea ha partecipato la figlia del compianto Franco Borrino, fondatore, presidente e anima del club fino al giorno della sua morte.

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