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PSG / Napoli 2 – 2. Come si dice maglia sudata in francese ?

ciuccioIl PSG nel recupero ha recuperato una partita che quasi aveva perso.
Prima del fischio iniziale tutti avrebbero messo la firma per un pareggio al Parco dei Principi.
Ma il Napoli di Carlo Ancelotti ha fatto ricredere un po’ tutti con una partita sensata, condita dalla giusta ed inevitabile sofferenza di fronte, soprattutto, ad un attacco e ad un centrocampo di altissima levatura.
Senza che il risultato rappresenti un motivo per autocompiacersi e avere per il futuro idee di superiorità, soprattutto in ambiente non Champions, occorre innanzitutto far tesoro di quelle che sono state piccole mancanze nella serata di Parigi.
Non vale la pena di elencarle nè di soffermarvicisi (ci penserà di sicuro Ancelotti), perché il Napoli ha dimostrato di avere carattere e gioco. Sarà pure un gioco non trascendentale, non votato alla perfezione e alla bellezza, ma è un buon gioco che nella sua concretezza inizia a dare soddisfazioni.
Ecco il termine giusto è: inizia a dare.
È quello di ieri sera solo un passaggio, un momento per un futuro che deve mirare sempre ad un costante miglioramento.
Non è da poco essere passati in vantaggio con il pallonetto di Insigne, aver subito, per una autorete sfortunata, il pareggio e poi essere andati nuovamente in vantaggio con Mertens provando a vincerla. Non è da poco neanche che il pareggio dei francesi sia arrivato al 93º con il gran gol di Di Maria e tutto questo in un’azione svolta quasi in contropiede sul pressing alto della squadra di Carlo Ancelotti.
Non credo si possa dire altro su questa nuova esperienza europea del Napoli di Carlo Ancelotti.
Ancora lavoro per provare a giocarsela fino in fondo la chances di qualificazione.
Luciano Ligabue canta: “ci vuole sudore e un minimo di cuore se non vuoi lo zero a zero”.
Michele Laperuta

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