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Napoli, Giovanni De Falco e il suo ensemble Panarmònia celebrano Giacomo Miluccio

Napoli – Giacomo Miluccio, (Villaricca 23 – 03 1918, Napoli 25 – 11 – 1998) è stato ricordato da uno dei massimi esponenti della sua scuola clarinettistica: Giovanni De Falco che, in occasione del centenario della sua nascita, ha dedicato una serata al suo maestro, con musica, aneddoti e ricordi.
concerto 23 marzo 2018
Venerdì sera, nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli, l’ensemble di clarinetti “Panarmònia”, costituito dagli allievi di Giovanni De Falco, ha eseguito un concerto in omaggio al prestigioso clarinettista napoletano Giacomo Miluccio.

Di alto livello artistico e di grande spessore emotivo la manifestazione, grazie all’esecuzione musicale dell’ensemble di clarinetti “Panarmònia”, che ha esibito grande professionalità, coinvolgendo tutta la sala. Giovanni De Falco, docente di clarinetto del Conservatorio napoletano, ha aperto i lavori ringraziando sentitamente il direttore, maestro Carmine Santaniello, per aver sostenuto e incoraggiato la serata commemorativa.

Il didatta partenopeo ha raccontato le principali tappe della vita dell’artista di Giacomo Miluccio, mostrando proiezioni video, corredate da foto e documenti storici, tra cui esecuzioni dal vivo del capostipite ed innovatore della scuola clarinettistica napoletana. Il momento che ha particolarmente emozionato i presenti, specificamente i numerosi rappresentanti della scuola clarinettistica e la famiglia Miluccio, presenti in sala, è stato certamente l’ascolto del “solo” del terzo atto della “Tosca” di Puccini, della storica registrazione incisa al Teatro alla Scala di Milano nel 1954, con il tenore Giuseppe Di Stefano e il direttore Victor De Sabata. La Tosca, in quell’occasione, era Maria Callas.

Un’opera monumentale della storia del clarinetto che emoziona sempre, tuttora riferimento importantissimo dei clarinettisti odierni. E’ stata consegnata, quindi, una targa elogiativa al figlio di Giacomo, Tullio Miluccio. A seguire, il concerto dell’ensemble di clarinetti “Panarmònia”. Gli esecutori sono stati: al clarinetto piccolo in mi b Mauro Caturano; ai clarinetti soprano in si b Gessica Viviani, Michele Tarallo, Luca Papalino, Miriam Zeoli, Francesco Pasquariello, Michele Moronese, Simone Vuolo, Michela De Santis, Umberpiero Caturano, Alessia Parisi, Gilda Crisci, Luciano Marchetta; al clarinetto contralto in mi b Angelo D’ Elia e ai clarinetti basso in si b Francesco Di Domenico e Domenico Annunziata, tutti allievi del M° De Falco ed epigoni del grande didatta Miluccio.

Il primo brano, “Ave verum corpus” di W. A. Mozart ha condotto gli ascoltatori verso un’atmosfera intima e spirituale. Successivamente, con Kenneth Wilson, sono stati eseguiti virtuosismi sui temi di Paganini. Poi, lo Studio n. 2 per clarinetto solo di G. Miluccio, eseguito dalla clarinettista Gessica Viviani, con stile, buona tecnica e ammaliante fascino conferito da bel suono – caratteristica che è propria a tutti gli esecutori dell’ensemble, firma didattica di Giovanni De Falco – tutti requisiti che le hanno permesso di dominare la scena.

In veste solistica, poi, un’altra clarinettista, Miriam Zeoli, con suono vellutato, rocambolesche curve melodiche, un diluvio di note che non lasciano respiro, con efficace abilità tecnica nella gestione del virtuosismo, nell’esecuzione dello “Scherzando”, secondo tempo dal concerto di J. Francaix. L’ensemble di clarinetti “Panarmònia” ha successivamente eseguito la Sonata KV 331 Parigina di W. A. Mozart. La famosa melodia pianistica della marcia turca ha segnato la gioia collettiva della manifestazione. In programma anche “Il Convegno”, divertimento per due clarinetti ed ensemble di A. Ponchielli.

La perizia tecnica di questo brano ha fatto notare la grande capacità espressiva e virtuosa delle soliste e dell’intero ensemble. Il momento culminante dell’intera perfomance è stato la “Rhapsodie” per clarinetto solo di Giacomo Miluccio. Senza soluzione di continuità si sono succeduti i solisti: Gessica Viviani, Simone Vuolo, Francesco Di Domenico, Alessia Parisi, Miriam Zeoli, Luca Papalino e Angelo D’Elia, dimostrando uniformità tecnica e bel suono, qualità che solamente una scuola musicale, come quella impostata da Miluccio, e proseguita da De Falco e da tanti suoi colleghi, fino agli odierni epigoni, può vantare, coniugando, nel contempo, tradizione antica e stile moderno, con timbro riconducibile alla grande scuola clarinettistica napoletana.

Una serata così intensamente vissuta, svolta all’insegna dell’eleganza e della bellezza artistica, ha conservato un finale strepitoso, valanghe di note e caleidoscopici colori sonori, attraverso le “Danze Polovesiane” di A. Borodin. I brani eseguiti sono stati trascritti e adattati per l’ensemble da Mauro Caturano, clarinettista e compositore.

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