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Parigi, Francia sotto attacco, morti e feriti: l’11 settembre europeo

Parigi – Ad ora sono 158 i morti di Parigi, caduti sotto i colpi di un commando della cellula terroristica dell’Isis, ma fonti rivelano che vi sono ancora vittime.

Una strage di innocenti perpetrata nel cuore della Francia, iniziata allo stadio dove si stava disputando una partita amichevole. Terrore tra la gente che non si sente sicura, fuggi fuggi generale che però non giova e non cambia il percorso del destino della città europea. Il presidente Hollande era allo stadio ad assistere alla partita quando è iniziata la strage ed è stato portato via dagli agenti della sicurezza.

Si sta ancora sparando. L’avevano giurata, “colpiremo l’Europa”, e la guerra è già iniziata. C’è chi dice che bisogna intervenire in modo energico, radere al suolo il potere dell’Isis mentre la Francia corre ai ripari e chiude le frontiere. Si contano i morti e si prega per quelli ancora vivi ma in ostaggio nelle mani dei delinquenti, mentre impazzano i social network con innumerevoli utenti arrabbiati, si attendono notizie dei connazionali e familiari che si trovano a Parigi e nel resto della Francia. E’ un presidente visibilmente preoccupato quello che ha raccontato i fatti alla televisione, è una vera minaccia alla democrazia. Intanto è stata spenta la Tour Eiffel per solidarietà alla vittime. E questo a pochi giorni da un vertice previsto proprio a Parigi.

Tra quattordici giorni ci sarà il vertice mondiale sul Clima il cui valore negoziale e mediatico è altissimo. Sa che arriverà il mondo perchè è un negoziato su cui la Francia si è spesa moltissimo, chi ha fatto tutto questo sa che arriveranno almeno cento capi di stato, cinquantamila delegati, sa che gli investimenti in sicurezza per proteggere quell’evento può aver lasciato le maglie più larghe adesso, sa che i servizi segreti si sono concentrati per avere il massimo della protezione tra una settimana per poi aumentarlo esponenzialmente tra due o tre quando ci sarà il segmento ad alto livello. Sa tutte queste cose, quindi è frutto di menti che stanno dentro le cose.

Sa, come successe per la Conferenza Mondiale contro il razzismo, che bisognava spargere terrore. La COP21 inizia prima di un attentato ancora in corso, quella contro il razzismo, presidiata da Bin Laden con i suoi volantini con Hitler immaginato a pensare cosa farebbe di Israele, finì il giorno prima delle torri gemelle.

Solo per chi ha partecipato a quell’evento in Sud Africa e chi parteciperà alla Cop 21 sa che questa è una azione terroristica in cui logistica, preparazione, reclutamento sono terribilmente sofisticati. E’ una azione politica devastante, sottolinea Stefano Mannacio e che rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che rischia di avere seri effetti sul nostro diritto a vivere liberi perchè è un secondo terrificante attacco al paese dove la libertà è uno dei valori fondativi.

Solidarietà alle vittime sopravvissute e cordoglio per i defunti. Repubblica francese resisti.

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