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Caserta, appalti e camorra, Del Gaudio sognava “Reggia mia”, Speranza per Caserta commenta

Caserta – L’ex sindaco, già sfiduciato dalla sua maggioranza nel maggio 2015, sapeva, secondo le indagini dei carabinieri, che Pino Fontana era un uomo di camorra, essendo l’ex primo cittadino fidato di Cosentino. Per la sua candidatura a sindaco aveva sborsato 30 mila euro, denaro che non è stato registrato come riconducibile alle aziende di cui il Fontana era amministratore di società di capitali da lui amministrate e/o a lui riconducibili (COGE FON SRL, CAL !J\1.MOB!LIARE srl, NUOVA !J\1.PRESA srl e Vi.CAR.srl).

pio del gaudio

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Dall’elezione di Del Gaudio, gli appalti successivi erano destinati a finanziare il clan Zagaria. L’ex sindaco, che non si era arresto dopo la sfiducia della sua maggioranza, pensava ad una lista civica per la Reggia di con il nome Caserta “Reggia Mia”, con la quale ripresentarsi alle prossime elezioni del 2016.

Su tutti spunta il nome di Angelo Poverino come colui che pilota gli appalti, le nomine e le gare d’appalto del comune di Caserta, elargendoli a imprenditori cari a Cosentino e Zagaria. Fontana minacciava Sarro, per avere farsi assegnare gli appalti.

Speranza per Caserta:

Il Movimento Speranza per Caserta e l’Altra Europa con Tsipras prendono atto dei recenti provvedimenti della Magistratura nei confronti di tredici tra politici ed imprenditori del territorio casertano, tra cui l’ex primo cittadino del capoluogo.

La gravità dei reati contestati ai soggetti conferma un quadro di gravissima emergenza morale in tutta la provincia di Caserta, e soprattutto del capoluogo. L’ex sindaco Pio Del Gaudio, il plurinquisito e pluri-arrestato ex consigliere regionale (nonché per anni potente assessore di Caserta) Angelo Polverino ed un parlamentare in carica e segretario provinciale di Forza Italia, Carlo Sarro, di cui si chiede l’arresto, sono l’ennesima prova di una profonda e grave penetrazione della camorra che, senza farsi scrupolo di imbastire scenari fantasiosi e/o di utilizzare metodi corruttivi, esercita un indiscriminato dominio sulla vita politica ed istituzionale della Città di Caserta e della sua Provincia.

A Del Gaudio avevamo chiesto da oltre un anno le dimissioni in ragione della sua dipendenza con l’ex viceministro Cosentino, individuato nei filoni d’indagine che lo riguardano quale referente dei casalesi, che lo aveva voluto sindaco.

Certe sue dichiarazioni di fedeltà (un vero e proprio “pizzino”) al Cosentino inquisito per gravissimi reati erano, già da sole, pericolosi indizi di compromissione. Il partito di Forza Italia di Caserta e provincia, così come i tanti “complici”, incontrati lungo il dissennato governo della Città, meditino il ritiro definitivo dalle competizioni elettorali dopo avere ancora una volta infangato con propri uomini di vertice l’immagine e la bellezza delle nostre terre e gravemente leso la dignità di tutti i Cittadini.

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