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Caserta, Il ritorno della Canapa, un successo il seminario alla Reggia

Caserta – Un successo atteso quello che ha caratterizzato il Seminario di approfondimento filiera canapa che si è tenuto ieri mattina 12 giugno nella sala degli Specchi della Reggia di Caserta.

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Particolare interesse sulla sua storia e di quanto la Canapa Sativa abbia significato per i coltivatori del Sud Italia, primi nella classifica per qualità di prodotto. Ma durante la sessione, sono stati tanti gli interventi come le idee e le curiosità dei presenti oltre alla competenza dei relatori nel prospettare un fortunato ritorno di quello che era il nostro oro.

Interventi appassionati da parte di chi ha a cuore la risorsa, terminata in Italia, per le estreme leggi in vigore che ne demonizzavano l’uso anche nell’industria.

I lavori hanno avuto inizio dopo i saluti della padrona di casa, la dott.ssa Lucia Ranucci, che ha ribadito, come sempre, le grandi capacità del nostro territorio, e del neovicepresidente della provincia Pasquale De Lucia: “Questa terra ha bisogno di una svolta – ha detto De Lucia – di una inversione di tendenza per far apparire, nell’immaginario collettivo, questo territorio per quello che è. Abbiamo un territorio sfruttato e non utilizzato per le sue risorse.

Bisogna che ci sia concertazione tra istituzioni, enti, scuola, famiglia, per iniziare un percorso con tutte le caratteristiche per far tornare da Terra dei Fuochi alla Terra Felix quale è la Campania”.

Dopo una breve introduzione del dott. Domenico Bovienzo, promotore del progetto Filiera Canapa in Terra dei Fuochi, sono cominciati i lavori con gli ospiti che hanno potuto illustrare il progetto Canapa con la sapiente moderazione della giornalista Antonella D’Avanzo.

Brevi cenni anche da parte del dr. Corrado Martinangelo, segr. Part. Del ministro dell’Agricoltura. “A partire da questo seminario assicuriamo la presenza collettiva in provincia di Caserta e l’impegno che il tavolo Filiera Canapa sia spostato in Regione e che qui rimanga anche la ricchezza che ne deriva dalla produzione”. Come per la d.ssa Ranucci, anche per il segretario: “parlare solo di illegalità in queste terre non rende giustizia e non fa evolvere il Paese”.

Il dr. Alfredo Battistini ha ricordato come la Campania era al secondo posto a livello mondiale quale produttrice di Canapa al mondo e la prima per qualità. Non a caso, marinai del mondo interno preferivano le corde di canapa campana poiché il suo uso garantiva più velocità alle navi. Perfino Armani confezionava i suoi abiti usando come materia prima la Canapa.

“Nel 1941 – ha detto Battistini – eravamo i più grandi produttori di Canapa poi, per via del principio attivo contenuto nel fiore, è stata abolita”.

La filiera Canapa è una risorsa le cui materie sono impiegate in vari usi: dall’alimentazione, alla cosmesi, agli abiti, prodotti per auto, nell’industria e soprattutto, visto che siamo nella cosi detta Terra dei Fuochi, la pianta della Canapa produce biomassa tre volte superiore ai classici prodotti ed è il più economico bonificatore di terreno. Essa penetra a circa un metro di profondità andando a pulire i terreni dai veleni e metalli pesanti e, nel campo dell’edilizia, si ricavano intonaci capaci di assorbire acqua e prevenire umidità.

Il dottor Valerio Zucchini: “Da produttori di Canapa e venditori di semi ci siamo ridotti a comprare semi dall’estero. Assistiamo in questo campo della contraddizione tutta italiana, quella che ci vieta di seminare canapa e produrre ma che non ci vieta di importare il prodotto canapa finita”. Le cose però stanno cambiando, in quanto dal 2012 col decreto modificato in decreto legge n.36 del 20 marzo 2014 convertito in legge della legge 79 del 16 maggio 2014, sancisce la presenza della filiera canapa nella Nutraceutica, alimentazione, industriale, farmaceutica.

Valerio Zucchini inoltre, ha fatto un escursus sulla filiera Canapa: “ Con una tonnellata di Canapa una famiglia viveva per dieci mesi, la Campania era il Bangladesh dell’Europa. Questa possibilità è stata eliminata poiché, dal ’58 al ’98, abbiamo assistito alla lenta morte della filiera canapa, sostituita dal nocivo tabacco”. La Canapa, secondo i recenti studi, pare che sia in grado di bonificare i terreni nell’arco di tre anni.

Incredibile è anche il fatto che da coltivatori di Canapa quale erano i nostri contadini, oggi, i piccoli produttori si rivolgono ai paesi dell’est per utilizzare i macchinari per la trasformazione come quelli russi. Ben venga dunque una inversione di tendenza in tal senso, e che l’evoluzione della Canapa possa essere un nuovo trampolino di lancio della nostra agricoltura. La comunicazione è stata curata dalla giornalista Laura Ferrante.

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