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Marcianise, Jabil, Ugl: sistema industriale allo sbando, la provincia impoverisce

Marcianise (Caserta) – E’ massima allerta in casa Ugl. Le proteste dei lavoratori della Jabil, la major statunitense operante nel comparto elettronico, hanno spinto il segretario provinciale Sergio D’Angelo ad istituire con urgenza un apposito tavolo di crisi necessario a fare il punto della situazione e, ricercando la massima sinergia con le altre sigle sindacali, ad evitare una nuova cronicità sul territorio.

Per il dirigente provinciale dei Metalmeccanici Ciro Tarotto che congiuntamente al Responsabile del settore industria Ferdinando Palumbo ha convocato l’azienda presso la sede di Confindustria Caserta “La riduzione delle commesse da parte delle multinazionali delle telecomunicazioni ha creato l’attuale stato delle cose. Chi protesta” ha spiegato “è spinto dalla condivisibile paura di perdere il posto di lavoro; all’azienda dico che bisogna fare il possibile affinché non siano i soli lavoratori a pagare il costo della crisi e l’ottimizzazione delle voci di bilancio“.

“La questione Jabil ci inquieta” ha commentato Palumbo “le sue difficoltà rischiano di portare via un altro pezzo dell’industria locale. Se come viene paventato, scomparissero la metà dei posti di lavoro che assicura, un numero importante di famiglie nella provincia di Caserta dovrebbe dare l’addio al proprio sostentamento.

La ricaduta sarebbe drammatica, colpirebbe i consumi, dunque il commercio, l’istruzione dei figli e la spesa sociale. La Ugl” – ha concluso il sindacalista – “è già scesa in piazza nel mese di Ottobre per richiedere al governo un impegno serio in tema di politiche industriali, oggi abbiamo l’ennesima dimostrazione che il tempo stringe e non c’è più un solo minuto da perdere”.

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