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Caserta, caso Firema, gli operai si incatenano ai cancelli, primo risultato: il 15 tutti a Roma

Caserta – Lo hanno detto durante l’ultima manifestazione, e lo hanno fatto: i dipendenti dell’azienda Firema si sono incatenati ai cancelli dell’azienda di Trasporti, a difesa del posto di lavoro ma anche e soprattutto, per protestare contro la poca chiarezza della Regione, ma anche dal Ministero e dagli stessi vertici dello stabilimento che, come hanno raccontato gli operai, stanno lasciando l’azienda.


Con l’azione di stamane, le maestranze sono riusciti a smuovere le acque anche a Roma e ha anche fatto in modo che si muovesse il deputato Pd Stefano Graziano che si è recato sul posto.

Il deputato campano ha mostrato grande solidarietà al gruppo che cercava risposte, certezze, le stesse che non hanno dal 2010, da quando cioè, i circa 600 lavoratori sono incassa integrazione e lo stabilimento è stato commissariato. I lavoratori chiedono anche come mai l’azienda, che potrebbe essere un’eccellenza nel settore dei trasporti, ha un buco di 420 milioni di euro e come mai, se ci sono offerte per l’acquisto del gruppo, da parte di una holding tedesca, non se ne hanno notizie. Domande importanti, che se avessero risposte, potrebbero chiarire molte cose. E la notizia tanto attesa è finalmente arrivata ed a portarla, è stato proprio il deputato Graziano. Il 15 novembre prossimo infatti, la delegazione degli operai è stata invitata a Roma, certo è un passo per farsi sentire, solo un primo passo.
Ma, parlando con i lavoratori, è saltato fuori una storia che ha dell’incredibile: lo stabilimento sarebbe funzionale, potrebbe costruire treni per tutto il mondo, con tecnologie all’avanguardia mentre invece, nella nostra Regione, arrivano convogli fabbricati in Emilia Romagna o addirittura dall’estero. Non si tenta dunque, ancora una volta, di salvare un bene locale che può continuare a dare lavoro a tante persone e che eviti che Terra di Lavoro, perdi un’eccellenze nel settore dei trasporti.





Andando ad incrementare, povertà, crisi economica, disoccupazione. La rabbia dei lavoratori della Firema contro il manager Sergio Vetrella era palese, accusato di non fare bene il suo lavoro, di non promuovere la manodopera degli operai dell’azienda Firema ma che fa arrivare treni da altrove, promuovendo il crollo della stessa azienda. E ora, tutti in attesa dell’incontro a Roma del 15 novembre, dove gli operai porteranno le loro ragioni.

Il deputato Graziano ha detto: “ Non possiamo perdere questa eccellenza del nostro territorio, la questione Firema è conseguenza di una difficoltà che vive il paese sia da parte di una politica industriale che generale, lancio un allarme a tutte le forse politiche industriali, bisogna essere compatti a difendere questa azienda che non solo è di alta qualità tecnologica ma che rappresenta una forza vitale e necessaria per il territorio. Proporrò certamente una politica di sviluppo, dobbiamo lavorare per un’azienda che possiede risorse umane e tecnologiche che al momento non ha eguali sul territorio”.
Il commento della Fiom: lavoratori esasperati, intervenga il ministro

“I lavoratori sanno che la gestione commissariale non può durare all’infinito e, più tempo passa, più aumenta il rischio che scemino i carichi di lavoro, visto che il commissario non può competere in gare pubbliche”.
“Il governo non può abbandonare Firema a una morte lenta – sostiene il dirigente Fiom –. È necessario un intervento immediato del ministro dello Sviluppo economico per definire un piano di politica industriale che dia prospettiva all’industria nazionale anche in questo settore”.

“Se non si interviene con urgenza – conclude –, una parte importante della filiera produttiva del trasporto ferroviario rischia di essere chiusa o svenduta alla concorrenza straniera e questo l’Italia non se lo può permettere”.

Abbate (Pd): “Siamo vicini a questi lavoratori e non potevamo non essere presenti per esprimere loro la nostra solidarietà. Ma di certo non basta- dichiara Abbate- ecco perché i nostri rappresentanti provinciali, regionali e nazionali sono al lavoro per far sì che questa vertenza che si trascina da anni grazie anche alla colpevole complicità delle istituzioni, arrivi a breve a soluzione. Non permetteremo che sulla vicenda Firema cada nuovamente il silenzio.
Il Pd ha già ottenuto attraverso i suoi rappresentanti al Parlamento, un interessamento da parte del governo centrale che su istanza dell’on.le Graziano ha fissato per il 15 novembre prossimo l’apertura di un tavolo di trattativa e sono in corso contatti con la segreteria di Bersani per un incontro con il leader nazionale del Partito che sarà in provincia martedì 30 ottobre prossimo.
E’ arrivato il momento che arrivi un segnale univoco di attenzione alle giuste rivendicazioni dei lavoratori anche da parte di Provincia di Caserta e Regione Campania che chiameremo alle loro responsabilità: ci sono accordi presi e patti sottoscritti. Non rispettarli equivale ad addossarsi la responsabilità di questa ennesima grave crisi territoriale”.




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