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Caserta, operazione Bufalo, l’intervento del Consorzio. Azione a tutela comparto, Codice Etico prevede espulsione

Caserta – E’ stato arrestato l’imprenditore della mozzarella falso dop che, nel 2008, aveva messo in vendita delle ciliegine di mozzarella con pezzi di plastica ceramica.
Ad incastrare il gruppo, le intercettazioni dove emergono chiare contraffazioni e l’allusione a voler nascondere l’accaduto quando i collabortori vennero a conoscenza del fatto che la macchina, durante la lavorazione del provolone, si era rotta lasciando che i suoi pezzi fossero lavorati con il formaggio.

Il consiglio dell’avvocato: «Facciamo i fessi e stiamo a posto…»
Da tempo gli agenti della Dia e del Noe dei carabinieri erano sulle tracce dell’imprenditore del franchising, ed ora il quadro completo ha portato all’arresto del titolare dell’azienda Mandara, noto marchio nazionale e internazionale di mozzarella Dop, Giuseppe Mandara, su richiesta della DDA napoletana. Con la complicità dei collaboratori, veniva venduto un falso dop, e perfino del provolone non originale mandato in toscana per una partita che non riuscivano a completare. Il Mandara è oltretutto, ritenuto dagli investigatori, vicino al clan La Torre, del clan dei casalesi.

Nel corso delle indagini gli uomini della Dia accertavano che, negli anni ’80, l’azienda versava in gravissime difficoltà e che il Mandara ricevette 700 milioni delle vecchie lire dai vertici del clan camorristico, che servirono a risollevare le sorti del caseificio e non solo, servirono a fare in modo che diventasse uno dei più importanti della Campania, con spedizioni in campo nazionale ed internazionale. Quindi, con l’arresto ed i sequestri operati dall’antimafia, si procede all’accusa, per Mandara, di associazione a delinquere di stampo camorristico e reati in tema di tutela di salute pubblica. Il patrimonio dei Mandara, stimato i n oltre 100 milioni di euro, è stato posto a sequestro preventivo.

L’intervento del Consorzio. Azione a tutela del comparto, Codice Etico prevede espulsione

Caserta – L’operazione Bufalo portata a termine oggi dalla Dia di Napoli e dal Noe rappresenta un’importante azione di tutela del comparto e del marchio Dop e va nella stessa direzione dell’impegno per la legalità portato avanti dal Consorzio di Tutela, che proprio il 27 giugno scorso ha approvato all’unanimità il Codice Etico, documento vincolante che prevede la presentazione obbligatoria del certificato antimafia ogni anno per chiunque voglia produrre mozzarella di bufala campana Dop.

Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop esprime piena fiducia nell’operato della magistratura e auspica un rapido accertamento delle responsabilità a tutela di tutti i produttori onesti e per evitare tentativi di strumentalizzazione della vicenda, come già accaduto troppe volte in passato con grave danno per il settore.

Con il varo del Codice Etico, il Consorzio di Tutela ha testimoniato un impegno forte e deciso contro ogni tentativo di ingerenza della criminalità. Questo è il Consorzio che tra i suoi soci annovera Le Terre di Don Diana, che con l’associazione Libera produce mozzarella di bufala Dop su un terreno confiscato alla camorra a Castelvolturno. Questa è la strada che abbiamo scelto e su cui vogliamo continuare a camminare, uniti oggi più che mai.
Attendiamo di conoscere i dettagli dei provvedimenti e agiremo di conseguenza, proprio secondo quanto stabilito dal Codice Etico, che prevede l’espulsione di chi non ha i requisiti per far parte del sistema della Dop.

Aggiornamenti:
Operazione Bufalo, il Consorzio espelle Mandara. Il presidente Raimondo: “Ci costituiremo parte civile”

Caserta – Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, riunitosi oggi pomeriggio in seduta urgente e straordinaria, ha deliberato l’espulsione dall’organismo del socio ILC Mandara spa, è stato coinvolto stamane nell’operazione Bufalo della Dia di Napoli.

Inoltre il Consorzio di Tutela ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che sarà celebrato.
“Siamo di fronte a un episodio gravissimo – commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo – pertanto abbiamo deciso di agire immediatamente, per bloccare ogni tentativo di creare confusione tra i consumatori. Intendiamo tranquillizzare così i produttori e i cittadini, che in queste ore vengono a conoscenza di tante notizie sulla vicenda. Il Consorzio di Tutela ha messo e metterà in campo tutti gli strumenti a disposizione per tutelare la mozzarella di bufala campana, l’unica in commercio che può vantare il marchio Dop. D’altra parte, si sottolinea come l’operazione della magistratura non riguardi in alcun modo il sistema di certificazione della mozzarella di bufala campana Dop, la cui qualità è garantita proprio dalla denominazione europea”.

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